Living with Shell: noi viviamo con Iphone e computer, mentre i nostri vicini Africani non possono mangiare

I Friends of the Earth (Amici della terra) si battono tramite la campagna worse than bad per documentare l’inquinamento ecessivo del Niger, e la differenza di benessere e tenore di vita che c’è tra le popolazioni cosiddette civilizzate, e quelle Africane, specialmente in alcuni specifici Paesi. A tel fine la nostra associazione tra documentando, sia tramite immagini, che video, che notizioari online, quanto avviene in questa parte del mondo. Ringraziamo quindi la  Apple, e per i loro video, realizzati tramite camere professionali e semplici cellulari iphone (forniti da Yourcover). Tali video sono stati creati per documentare gli effetti di quello che sta succedendo anche in questo momento.

Negli ultimi 50 anni Shell ha trasformato il Niger, da limpido fiume, a uno dei pozzi pi sporchi e inquinati di petrolio al mondo. Il tutto al solo scopo di guadagnare di più. E durante tutto questo noi ci limitiamo a farci selfie con i nostri smartphone, seguire tendenze e mode, e abbellire i nostri iphone con cover personalizzate. Ne vien fuori un quadro abbastanza deprimente (soprattutto per noi e la nostra società).

Se avete presente la florida, considerate che l’area inquinata è equivalente a circa la metà di tale stato, questo a causa dei 400 galloni di petrolio riversati.

Ovviamente nulla è stato fatto per limitare questi danni.foto e video sulla condizione della popolazione africana

Nessuno sforzo di ripulire ed eliminare l’inquinamento è stato fatto, nonostante vivano lì milioni di persone. Gli sforzi che fa Shell sono solo un piccolo lumicino, e assolutamente non bastano. Nel Golfo del Messico, invece, nell’anno 2010, ci fu il famoso evento Deepwater Horizon. In quel caso in pochi giorni tutto è stato sistemato, e l’immane fuoriuscita di petrolio è stata  limitata e arrestata. Molti video sono stati creati per ricordare quell’episodio, e siamo contenti che comunque la situazione in quel caso si sia risolta abbastanza rapidamente.

Nel caso del Niger invece i video non bastano a documentare tutto, forse ce lo farebbero le fotografie, magari in bianco e nero: l’evento va avanti da oltre 50 anni, ben mezzo secolo, ma questo pare non interessi a nessuno.

La Shell, grazie al petrolio, continua a incassare cifre da record, e intanto la popolazione locale non gode nè dei guadagni della compagnia, nè di un ambiente pulito, che sarebbe il minimo. Come fa la Shell a guadagnare utilizzando materiali inquinanti, macchinari ormai obsoleti e non sicuri? Ci sentiamo tranquilli solo perchè l’Africa è lontana? Forse la produzione di video documentari e fotografie non basta a farci sentire coinvolti.

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In questo articolo vogliamo sensibilizzare la gente per questo aspetto, chiedendo un’azione alla Shell affinchè si assuma le responsabilità di quello che sta facendo.

Il 22 maggio finalmente Shell ha risposto alle nostre pression, e questo è ciò che abbiamo ottenuto:

1) Sarà sviluppato un vero piano di pulizia dagli idrocarburi finiti nel fiume. Le Nazioni Unite hanno individuato un fondo di 1 miliardo di dollari per le operazioni di pulizia.

2) D’ora in poi le condotte utilizzate per i lavori saranno risistemate, i macchinari obsoleti saranno sostituiti. In questo modo le perdite di petrolio non saranno giornaliere come adesso.

3) Da inizio 2014 tutti i pozzi di petrolio che ancora usano gas illegale saranno bloccati e chiusi, fino al recupero dei gas.

4) Gli agricoltori danneggiati dalla compagnia saranno risarciti, lo stesso per i pescatori che hanno perso il lavoro a causa delle acque inquinate.

Speriamo che questo davvero sia sufficiente ad arrestare questi fenomeni, o perlomeno a limitarli.

Noi di WorseThanBad, intanto, continueremo a documentare tutto producendo video professionali, foto e quant’altro, al fine di documentare a tutti quello che accade quotidianamente.

Noi possiamo nel nostro piccolo dare un contributo. Pensare meno all’autocelebrazione, ai nostri iphone e agli smartphone, ai nostri cellulari e alle altre sciocchezze. E pensando un po’ di più a chi ci sta intorno. In fondo, come diceva una canzone, gli altri siamo noi.